
Monte Dhaulagiri
Monte Dhaulagiri
Settimo picco del mondo a 8.167 m, il Dhaulagiri si percorre in trek d'spedizione da Pokhara, via French Pass o Thapa Peak.
Settimo più alto picco del mondo con i suoi 8.167 metri, il monte Dhaulagiri si erge con la sua sagoma innevata a ovest del massiccio dell'Annapurna, nel centro-ovest del Népal. Il suo nome, derivato dal sanscrito Dhavali giri, significa « montagna bianca » e riassume bene l'aspetto di questo gigante himalaiano dalle creste sinuose e dai ghiacciai sospesi. Per i trekker e gli alpinisti, rappresenta una delle sfide più esigenti del paese, accessibile da Pokhara tramite due distinti itinerari d'approccio.
Perché venire al monte Dhaulagiri
Il Dhaulagiri attira un pubblico di camminatori esperti che cercano un'esperienza più selvaggia e riservata rispetto ai classici giri dell'Annapurna o dell'Everest. La sensazione di isolamento vi è marcata: pochi villaggi, pochi lodge, molti ghiacciai. La ricompensa visiva risiede nella verticalità del paesaggio, dove il picco principale e i suoi secondari formano una cresta continua di circa 120 chilometri, dalla Kali Gandaki a est fino al fiume Bheri a ovest.
L'altro interesse della zona risiede nella sua vicinanza all'Annapurna I, il cui picco si trova a soli 34 chilometri dal Dhaulagiri I. I due 8.000 sono separati dalla gola della Kali Gandaki, considerata una delle vallate più profonde del mondo quando si misura il dislivello tra il fondo dell'alveo e i picchi circostanti.
Storia ed esplorazione
Il massiccio è individuato da osservatori europei già nel 1808, in un'epoca in cui il Népal rimane chiuso agli stranieri. Per più di un secolo, la montagna è conosciuta solo da lontano. Nel 1949, il geologo svizzero Arnold Heim sorvola e fotografa il Dhaulagiri, fornendo le prime immagini aeree dettagliate del massiccio.
L'apertura del Népal alle spedizioni estere nel 1950 segna l'inizio dei tentativi di ascensione. La vetta sarà infine raggiunta per la prima volta nel 1960 da una spedizione svizzera. Da allora, la montagna si è affermata come un obiettivo serio ma temuto: si contavano circa 360 ascensioni riuscite nel 2007, per 58 morti, il che la rende uno degli 8.000 statisticamente più pericolosi.
Cosa vedere e cosa fare
La struttura del massiccio
Il Dhaulagiri non è un picco isolato ma un insieme di vette. La cresta principale allinea cinque picchi numerati da est a ovest, di cui quattro superano i 7.500 metri. A questi cinque punti principali si aggiungono tre vette chiamate Churen Himal, all'estremità occidentale. L'insieme forma una barriera glaciale continua, punteggiata da cadute di seracchi e morene attive.
Il trek del tour dei Dhaulagiri
Per i trekker non-alpinisti, il tour dei Dhaulagiri è l'opzione più frequentata. Contate 18-21 giorni di cammino da Pokhara, con due principali itinerari d'approccio al campo base:
- Il French Pass (5.360 m): itinerario meno frequentato, più impegnativo, che attraversa vallate terrazzate prima di precipitare in alta montagna, in mezzo ai ghiacciai. Le viste sulla faccia nord del Dhaulagiri vi sono affascinanti.
- Il Thapa Peak (Dhampus Pass, 5.244 m): approccio più progressivo, ritenuto tecnicamente più accessibile. L'itinerario offre un ampio panorama sui picchi himalayani circostanti e attraversa lungamente morene glaciali.
Le due varianti possono essere combinate in un itinerario completo, il che implica una traversata glaciale e l'uso di attrezzatura d'alpinismo leggera (ramponi, piccozza, corda).
Quando andare
Due finestre climatiche si prestano al trek:
- Pre-monsone (aprile-maggio): temperature più miti in quota, rododendri in fiore sui versanti bassi, ma visibilità talvolta ridotta dalla foschia di fine pomeriggio.
- Post-monsone (ottobre-novembre): il periodo più stabile, con cielo sereno e corrette condizioni di neve sui passi.
L'inverno (dicembre-febbraio) rimane possibile per squadre molto esperte, ma la neve spesso blocca i passi. Il monsone (giugno-settembre) è da evitare: sentieri scivolosi, rischio di caduta di pietre e visibilità quasi nulla.
Informazioni pratiche
- Difficoltà: trek d'spedizione, classificato esigente. Buona esperienza dell'alta quota richiesta e acclimatazione scrupolosa indispensabile.
- Permessi: permesso di zona ristretta del Dhaulagiri e TIMS card obbligatori, da organizzare da Katmandu o Pokhara tramite un'agenzia autorizzata.
- Accompagnamento: la traversata dei passi e del campo base avviene in pratica esclusivamente con guida e portatori, equipaggiati per il ghiacciaio.
- Alloggio: i primi giorni in lodge, poi bivacco sotto tenda a partire dai villaggi alti. Prevedete un sacco a pelo adatto alle temperature negative.
Come arrivarci
Il punto di partenza logistico è Pokhara, a circa 200 km a ovest di Katmandu. Il tragitto in autobus dalla capitale impiega 6-8 ore a seconda dello stato della strada, e un volo interno di circa 30 minuti costituisce l'alternativa veloce. Da Pokhara, si raggiunge in veicolo il villaggio di Beni poi Darbang, punti di partenza effettivi del trek verso il campo base del Dhaulagiri.
Da vedere nella regione
Se prolungate il vostro soggiorno a Pokhara prima o dopo il trek, diversi siti completano piacevolmente l'itinerario:
- Il lago Begnas, al di fuori dei circuiti turistici, per una giornata tranquilla a bordo dell'acqua.
- Swayambhunath a Katmandu, tappa imprescindibile durante una sosta nella capitale.
- Kirtipur, antica città newar arroccata sulla valle di Katmandu.
Domande frequenti
Domande frequenti
Preparare il vostro viaggio
Il Dhaulagiri s'inscrive in un viaggio più ampio nel Népal, tra la valle di Katmandu, i laghi di Pokhara e le alte vallate himalayane. Per costruire un itinerario su misura integrando questo trek d'alta quota, consultate i nostri suggerimenti di viaggio nel Népal.
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